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Avvocati al futuro: tutti i “cantieri” dell’innovazione legale 2020

da LegalCommunity.it

Piove innovazione sul mercato dei servizi legali italiano. L’onda del cambiamento si ingrossa. E le declinazioni di questo trend si moltiplicano. Parliamo di innovazione di modello, organizzativa, tecnologica e di processo. Lavorare meglio vuol dire riuscire a creare valore per i clienti. Essere avvocati utili: più efficienti, efficaci e capaci di recuperare economicità.
I cantieri aperti sono molti. E in questo numero di MAG, a quasi un anno di distanza dalla pubblicazione di Lex Machine, il primo libro che ha raccontato “l’effetto i” (come innovazione) sull’evoluzione del mercato dei servizi legali in Italia, proviamo a fare una panoramica delle iniziative che nel corso del 2020 si sono aggiunte allo scenario preesistente o che hanno avuto sviluppi significativi nonostante i problemi provocati dall’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19.

Studi spa e servizi finanziari

L’anno si è aperto con un’importante novità sul fronte della societarizzazione degli studi: la nascita di Uniqlegal, progetto che ha coinvolto La Scala, Nctm e Unicredit nella creazione di una società tra avvocati (Sta) in forma di spa destinata a occuparsi della gestione del contenzioso passivo bancario e della consulenza legale ricorrente (si veda il numero 134 di MAG). Il fatto che una delle banche più importanti del Paese decidesse di investire nella costituzione di uno studio legale è stato di per sé eclatante. Ma, guardato con attenzione, ha dato anche un’indicazione chiara di come il rapporto tra avvocati e soci non appartenenti alla categoria (reso possibile dalla prima, e finora unica, legge sulla concorrenza, L. 124/2017) poteva evolvere. Infatti, più che meri soci di capitale, i soggetti che hanno deciso di investire in iniziative simili hanno assunto anzitutto il ruolo di soci industriali essendo soggetti interessati a usufruire direttamente dei servizi che l’organizzazione in cui sono entrati è in grado di fornire. Il mercato finanziario, fino a questo momento, è stato il più ricettivo da questo punto di vista. Prima di Uniqlegal, a giugno 2018, sempre lo studio fondato da Giuseppe La Scala e Marco Pesenti era stato protagonista di un’altra iniziativa messa in piedi con Cerved (lo studio si chiama appunto La Scala Cerved) e mirata alla gestione e recupero dei crediti di origine bancaria. Ad aprile 2020, invece, abbiamo dato notizia della costituzione di Cherry Legal, società tra avvocati a reddito limitato partecipata da Cherry 106, nuovo progetto messo in piedi da Giovanni Bossi, ex numero uno di Banca Ifis, dedicato alla gestione e all’incasso dei crediti-non performing. Mentre l’iniziativa più recente si chiama Nextlegal. A promuovere questa Sta per azioni sono stati, ancora una volta, lo studio Nctm e CRIBIS credit management (gruppo CRIF). Con base a Bologna, presieduta dal socio di Nctm Stefano Padovani e guidata da GianlucaMassimei, Nextlegal opera nel recupero dei crediti massivi e del contenzioso seriale derivante dalla gestione dei portafogli di non performing exposure. L’iniziativa rappresenta, come dichiarato da Paolo Montironi, senior partner e socio fondatore di Nctm, la continuazione di «un processo di innovazione e sviluppo di società prodotto avviato da Nctm nel 2016 con iLex (oggi Elibra, ndr), Solve Studio Legale e Uniqlegal». Oltre alla novità del modello, a caratterizzare queste iniziative è anche un altro elemento: la tecnologia. Nextlegal che può essere considerata una sorta di evoluzione del progetto Solve, opera anche grazie al software sviluppato dallo studio per la gestione delle pratiche seriali, l’organizzazione del lavoro e l’automatizzazione di alcuni processi legali.

 

di Nicola Di Molfetta, tratto da LegalCommunity.it

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